Mr. UNDERGROUND Blog's
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giovedì, 19 maggio 2005
La voglia
Inizia il fine settimana, mi alzo dal materasso no-stress, stiracchio il mio corpo, passando dal bagno mi avvio verso il caffè, profumato, caldo, zuccherato, lo sorseggio in finalmente pace-no-lavorativa, mi sveglio, sono scontento.
Qualcuno potrebbe dire che ho molto, una famiglia, una casa, un’automobile, un garage dove parcheggiare l’automobile, io potrei rispondere che non ho il piumino per pulirla l’automobile.
Altri potrebbero sostenere che sono fortunato perché posso scegliere d’andare al mare o in montagna, in collina o in pianura, giacché la città in cui vivo offre contemporaneamente questi luoghi, ameni soprattutto se sei di buon umore, io potrei rispondere che invece della mafia vorrei un paio di pantaloni celesti ed un Garibaldi anziché la sua eroina per strada od alla fermata del bus.
Questi però sono pensieri “tangibili”, facili da dire e da capire, difficile è spiegare la voglia, quella voglia latente che ho dentro, la ritrovo sempre, l’inesorabile voglia, nella calma del week-end, sempre, da sveglio, ho una voglia che mi perseguita, un vuoto da riempire, con un non so cosa o un non so quando, questo è il quasi Amletico problema.
A volte mia moglie sopisce la voglia, altre volte è mio figlio con nuovi giochi e cantiche inesistenti ad offuscarla, una sera un amico con linguine ai ricci di mare e due bottiglie di vino, bianco sarebbe inutile aggiungere, io ricambio con un ermellino, forse un poco indigesto, ma è il pensiero che conta, quale pensiero è più nobile di un ermellino appena scuoiato per cena e la sua pelliccia innanzi alla porta come zerbino?
La voglia resta sempre, come un perenne buco allo stomaco, come un indecifrabile codice cifrato, un incolmabile colmo sui carabinieri, un invisibile appendiabiti trasparente, presente però come un pelo, dritto e nero, sulla testa d’un calvo, ti ricorda soltanto che hai voglia, senza mai farti capire di cosa, molto peggio del pelo.
Pensavo che coprire la voglia con un bel tatuaggio a merletti fosse una soluzione, un definitivo occultamento, purtroppo non esiste in questo mondo un artista capace di tatuare un’aquila od un ravanello sulla mia anima, eppure di spazio ce n'è!
Adesso torno a bere caffè, profumato, caldo, zuccherato, in finalmente pace-no-lavorativa.
...Con sentimento Underground.