Mr. UNDERGROUND Blog's

... Il Diritto di Essere Idiota ed anche Mediocre.
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venerdì, 13 maggio 2005

Revolving Revolution

Non sapevo neanche cosa fosse una carta revolving, me la diedero, la presi, pagai la vacanza estiva. Passai la carta tra le natiche del proprietario di quel bivani immerso nel verde di un residence di lusso, il suo culo rideva dietro gli occhialini di latta quadrati, dopo il rilascio e relativo pagamento del contratto d’affitto. Ammobiliato ma non troppo, era un appartamentino di lusso, in un residence di lusso con lussuosa piscina, accanto al mare di tutti.
Costume griffato, ciabatte griffate, telo di spugna griffato, mani graffiate da quel cazzo di cancello difettoso che separava il terrazzo dal parco, nessuno poteva riconoscere la mia essenza, almeno così pensavo. Andai subito in piscina dirigendomi verso il lettino di mia pertinenza, il numero 17, stesi il telo e mi sdraiai iniziando a contemplare il nulla che mi stava intorno da dietro i miei occhiali da sole, rigorosamente scuri ma poco griffati - quelli original griffe costavano troppo.

«Cik, ciak, chik, chiak»

un rumore di ciabatte infradito, naturalmente griffate con brillante forse vero al centro, mi distrasse dal nulla, sopra le ciabatte una donna alta, bionda, indossava occhiali da sole in osso d’unicorno, apparentemente dieci anni più vecchia di me, nella realtà più di venti in più di me, sculettando sinuosamente si diresse verso il lettino numero 12, alla mia sinistra, stese il telo, anche lei a scrutare il nulla da dietro gli occhiali da sole.

«Che ci fa un leccapassere come te in questo posto?» disse con tono oltre modo tranquillo.

Stava parlando proprio con me, ne ero sicuro, non c’erano altri leccapassere lì intorno, finsi di non capire trattenendo a stento una sonora risata. Continuava a scrutarmi ed io pensavo a cosa mi avesse tradito, costume, ciabatte e telo erano consoni all’ambiente circostante, “forse il mio modo di camminare” pensavo “ no, lei era arrivata dopo, cazzo! Il mio laccio di cuoio con annessa conchiglia pendente che tengo al collo, adesso non posso toglierla, sarei un fesso”.
Non vedevo l’ora che la tizia s’allontanasse, avevo una gran voglia di scorreggiare e mi era impossibile farlo in presenza di una sconosciuta.

«Bene, buona permanenza, io vado in spiaggia» disse la bionda allontanandosi frettolosamente, aspettai la giusta distanza e scorreggiai poco rumorosamente, una specie di rantolo, di quelli che a momenti pesano.

Mia moglie e mio figlio mi raggiunsero chiedendo se volessi andare in riva al mare con loro, mi alzai ed andammo. Le infradito con al centro il brillante erano sul bagnasciuga, la proprietaria delle ciabatte nuotava come un rospo, tenendo la testa fuori dall’acqua per non rovinare l’acconciatura; mi tuffai subito godendo della frescura dell’acqua salata, riemersi sbuffando, con ancora al collo il laccio di cuoio ed annessa conchiglia africana.

«Allora, che ne pensi?» mi chiese accennando un sorriso di plastica.

«Bel posto» risposi.

«Di leccare la mia di passera» aggiunse.

Non rispondendo iniziai a galleggiare sul posto.

«Potrei darti duecento euro per il favore»

Continuai a galleggiare sul posto fingendo di non aver sentito.

«Cinquecento»

Continuavo a fingere galleggiando.

«Mille»

«Cazzo i soldi!» pensavo, entrato in possesso della revolving avevo quasi dimenticato esistessero

«Milleduecentocinquanta, ultima offerta»

«D’accordo» risposi

«Appartamento A7 ore 16,30»

«Sarà mia cura essere puntuale e non sbagliare porta»

«La lascio aperta»

«Bene, ad ogni leccata dovrai dirmi “TI AMO”» aggiunsi.

«D’accordo»

Entrai puntuale nell’appartamento A7, lei era pronta e divaricata, iniziai a leccare.

«TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO» «TI AMO. Mettimelo dentro»

«Ti costerà il doppio e devi smetterla di dire TI AMO» specificai ansimando schifato.

«D’accordo»

Finito il suo amplesso mi alzai tirandomi su mutande e calzoni, chiesi dov’era il bagno - in fondo a destra come al solito-, entrai e mi sciacquai le mani ed il viso usando un’abbondante dose di sapone liquido al gelsomino. Uscito dal bagno lei era scomparsa, i 2500 euro pattuiti stavano sul tavolino accanto al divano, di fianco ai soldi un libro di Bukowsky sotto un grosso cigno di Swarosky. Succede anche questo in certe baracche…forse.

... Con sentimento Underground.

Scritto dal TOPOX 10:04 | commenti (10)
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