Mr. UNDERGROUND Blog's

... Il Diritto di Essere Idiota ed anche Mediocre.
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giovedì, 17 marzo 2005

Il Solco


Underground, underground, underground (pronunciare con finta rabbia e gracchiando un po’).
Avete mai provato a tracciare un solco sopra una duna di sabbia o su di un foglio di carta igienica?
Si divide in due parti uguali, forse una è più piccola dell’altra, sono in ogni caso uguali.
Io voglio stare nel solco, godere dell’ombra effimera creata dalle parti, spostarmi verso una delle pareti secondo il provenire del sole, allo Zenit sarò fottuto, senza riparo, nudo sotto la canicola pagherò il prezzo della scelta di stare in quel fosso, curerò le ustioni di notte, lungi da sguardi assassini. Una volta un cantante solcò un «ti amo» sulla sabbia, io volli fortissimamente volli stare nel solco, anche se poi il vento lo cancellò, dopo decenni l’idea è talmente viva che neanche il più violento degli uragani passati e passanti è riuscito o riuscirà a scalfirne il vigore.
Nonostante l’invenzione del trattore, il vomere infinito dell’essere solca in terra perpetuamente ed io seguo quell’istinto perché è lì che voglio stare. Nelle rughe dei visi della gente, nelle fessure dei muri imbrattati di vita, nelle saracinesche zigrinate dei passi carrabili anche di notte, nelle ferite dei malati di lebbra, nelle labbra spaccate dei sani di mente, nei volti assonnati dei bambini, tra i poveri della terra e nei cuori degli imbecilli, ci voglio stare, ci devo stare.
Lo zio una volta mi assicurò che ciò che è stato scritto è Patria di tutti, devo stare con tutti, ma preferisco gli apolidi ed i clandestini, preferisco una scelta difficile alla facile ipocrisia ed alla leggera noncuranza, preferisco scegliere ed essere scelto con cognizione di causa senza l’esigenza di seguire le mode del momento, preferisco ridere di tutto anziché piangere del nulla, mi piace gridare sussurrando alla gente, mi piacciono le cose fini a se stesse e la finalità delle cose, un’ombra, un filo, un fumo, un asino che vola mi piacciono.
Di notte poi m’è dolce scaccolarmi il naso, trascurare la scienza pura e la sottile esistenza di un Dio, vagheggio di terre lontane fissando una stella qualsiasi, trasformo la noia in relax carezzando le gobbe tanto care ai poeti, m’illumino d’immenso per poi spegnermi in quel poco che la vita mi concede, sogno una fine ed un mondo di migliori, iconoclasticamente parlando mi appare pure una Madonna, non mi dice mai nulla, forse tace per la paura d’eventuali distorsioni, fossi stato un ortopedico avrei potuto rassicurarla, di più non so.
...Con sentimento underground.

Scritto dal TOPOX 14:50 | commenti (21)
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