Mr. UNDERGROUND Blog's
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venerdì, 18 febbraio 2005
Il Mito
Lo scibile è spesso scritto sui libri, ma i veri miti sono tramandati in maniera orale ingoiando tutto ciò che c’è da ingoiare, per poi vomitare le tradizioni sulle nuove generazioni.
Così mio nonno mi raccontò di quando il Metafisico sputò il lago di Garda dopo avere ucciso un piccolo Caporale tedesco di madre normale e padre filosofo e/o viceversa. Il gran rumore dei bronchi del metafisico lasciava presagire l’ennesimo assassinio e il conseguente sputo in terra, nessuno però immaginava la gran quantità di liquido che stava per riversarsi in memoria di quel grande atto d’amore che nessun libro oggi riesce a descrivere se non con schieramenti di cannoncini alla maniera del Grande Risiko.
Solo i bambini Underground, che per comodità in seguito chiameremo semplicemente bambini, furono veramente felici dell’evento, finalmente avevano un lago per giocare, finalmente potevano lasciare le pozzanghere ai girini, che sarebbero diventati rospi, che, baciati da una bella principessa, sarebbero diventati re.
I bambini, è risaputo, non hanno il senso del tempo, dello spazio e soprattutto della misura, così costruirono un enorme battello di carta oleata, impiegarono un numero a caso di giorni per costruirlo, ma ben otto giorni per percorrere la lunghezza da poppa a prua per accompagnare la Madrina che avrebbe rotto la bottiglia di kinotto battezzando la nave "Post".
"Avanti c’è Post, avanti c’è post" - ripetevano i bambini alle folle che arrivavano da tutte la parti per assistere al grande evento.
La bottiglia fu spaccata, la splendida nave di carta oleata si adagiò sul lago dorato, una gran massa di fango si sollevò travolgendo tutti i presenti ed il fango non lascia vie di scampo, tutti morti impastati.
Un dio senza moglie, ma con molta fantasia, impietosito dalle lacrime di gioia dei bambini sopravvissuti, volle trasformare il fango in qualcosa di "nuovamente" vivo, creò la terracotta, con essa generò un essere con un occhio solo e lo volle chiamare Jacopo Orbis. Non visse a lungo il neonato d’argilla perché, spaventato dal suo fetore, volle spruzzarsi addosso l’essenza contenuta in un’ampolla di vetro riposta nel laboratorio di Bellasgnac, quella blu sulla mensola in alto a sinistra. Fu attaccato dal morbo di Atkinsons e per lui non vi fu scampo, ma prima di morire scrisse "XYWZ" sulla sabbia ed ancora oggi tutti ricordano le ultime lettere di Jacopo Orbis, un mito Underground che da quel giorno gli uomini appendono al loro petto in ricordo di un grande uomo nato dal fango del Post.
... con sentimento Underground