Mr. UNDERGROUND Blog's
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mercoledì, 02 aprile 2008
Ho letto un Lib(b)ro
...di Moorcock
INRI …da Gerusalemme non si torna. - (Behold the Man)
Non raccontarne la trama per me è semplice, sempre perché il “conoscere” rimanga tale e non sciorinamento di esso come spesso avviene nella società “civile e colta”, ma tacerne uno dei personaggi è impossibile, il titolo svela.
Svela solo il “possibile” personaggio, ma non la storia, tanto meno il contesto cinico, imbarazzante, paradossale, io l’ho trovato divertente.
Ho trovato i fatti e misfatti di Karl Glogauer, protagonista e voce narrante del romanzo, intellettualmente divertenti, motivo fondamentale di tale mio divertimento è l’insinuazione del dubbio, ancora più divertente quando l’insinuatore del dubbio diviene, paradossalmente, il fautore della dimostrazione che il dubbio non debba sussistere, in sintesi mi è parsa una diversa “interpretazione” del “paradosso del mentitore”, celebre sofisma del pensiero antico per cui il cretese Epimenide, affermando che tutti i cretesi mentono, mente se dice la verità, oppure dice la verità se mente, con l’aggravante che lo stesso protagonista, Karl Glogauer per intendersi, diventa però Verità, sostituendosi alla “ipotesi “ di Verità, senza alterarne il profilo.
Bene, questo è un sunto del sunto del sunto che un libro, INRI …da Gerusalemme non si torna di Michael John Moorcock ( Londra 18 dicembre 1939- minchiaquestoèancoravivo), instancabile scrittore britannico, che non ha ancora avuto il piacere di conoscermi, mi ha fatto pensare.
Il fatto che tale novella abbia vinto il Premio Nebula del 1967 rappresenta un caso fortuito che, paradossalmente, ritengo inutile citare, ma lo faccio, perché io di premi non ne ho mai vinti e la mancata citazione potrebbe essere additata come invidia, invece è deissi, chè la retorica, è risaputo, mi è molto cara.