Mr. UNDERGROUND Blog's
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martedì, 18 settembre 2007
Ah, Ho letto un Lib(b)ro
...di Bukowski
POST OFFICE
Non sto a raccontarne la trama, non citerò nemmeno un personaggio di tale storia,
ché il “conoscere” rimanga tale e non sciorinamento di esso come spesso avviene nella società “civile e colta”.
Mi ha trasmesso qualcosa, di questo me ne sono reso subito conto, il modo schifoso, putrido, volgare, triviale, boccaccesco e chi più ne ha più ne metta di raccontare i “presunti” fatti da parte dell’autore, è solo pretesto, apparenza, forse anche sfogo dovuto all’accertata “diversità intellettuale” tra lo stesso ed il mondo in generale ed alla “gente bene” in particolare.
Col passare degli anni, metabolizzato il libro, mi rendo conto cosa mi abbia voluto inconsapevolmente trasmettere, già, inconsapevolmente, dato che Bukoski non mi ha mai conosciuto e non poteva nemmeno sapere della mia esistenza, come se il mio ego si fosse “allineato” al mio stomaco, al mio fegato ed allo specchio che un libro a volte rappresenta, anche senza riflettere.
Ecco è giunta l’ora, anche dopo decenni di morte cerebrale, di cerimoniali astrusi, di normalità perverse, di squallide allegrie, di morigerati comportamenti, si può cambiare, si, è ammesso il cambiamento nella vita di ognuno di noi, mero e semplice cambiamento, non accostato ad alcun aggettivo, senza il “di bene in meglio” o “di male in peggio”, senza dover giustificarne la scelta, perché il cambiamento è vita e non importa se dalla padella vai a finire sulla brace, se dalle stelle vai a finire alle stalle, anche perché magari dalle stelle ti godi il panorama, ma non conoscerai mai il dolce profumo del letame, in fondo questo pensa una mosca nel guardare un’aquila.
Mi ha trasmesso anche il possibile edonismo in una misera vita di merda, che forse è per questo che “La vita è bella” non comprendi mai se sia dramma e/o comicità.
Bene, questo è un sunto del sunto del sunto che un libro, Post Office di Henry Charles Bukowski (detto Hank) (Andernach, 16 agosto 1920 – San Pedro, 9 marzo 1994), poeta e scrittore statunitense, che non ha mai avuto il piacere di conoscermi, mi ha trasmesso e visto che spesso mi viene chiesto, anticipatamente Vi metto al corrente che la metonimia non è unicamente un disturbo mentale, ma anche figura retorica a me molto cara.