Mr. UNDERGROUND Blog's
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martedì, 13 dicembre 2005
La voce stridula degli esordienti
L’emozione è forte, anche se il tempo attenua vibrazioni mitigando acuti con esperienza, il ricordo è vivo in chi ti ascolta, porta un sorriso, tenerezza: “anch’io ero così la prima volta”.
Le corde vocali non rispondono e le gambe sono tremanti, non avresti continuato se così non fosse stato, la prima volta, se il porsi innanzi a tanta gente non avesse generato, rossore alle tue gote, effluvi ormonali ed un mazzo di rose rosse, oggi saresti a criticare la giovane comparsa, invece d’inseguirla come se fosse il grande attore, è il grande attore, è domani, ma nessuno se ne accorge in tempo, mai.
I silenzi che una volta erano tragedia, oggi sono un vanto, il rossore, timido vagito di un esordio, adesso è fervore, inonda il corpo, non solo il viso, lo stomaco è vuoto, attendi la giusta salivazione, non senti più l’esofago, non c’è il polmone: ricomincia il canto.
Del proscenio della vita, del ritornello quotidiano, in pochi ne conoscono l’essenza, in pochi ne conservano il ricordo. Respirare non basta, non serve il dire, testimone solo di fisica presenza, io sono perché penso, in verità troppo spesso poco intensamente, ma è viva la speranza, sopita a tratti da incallite ceneri, la lotta è dura tra gli elementi, l’ossigeno penetra ed è di nuovo fiamma.
Non chiedo quanto durerà, è, in questo istante.
… Con sentimento Underground.