Mr. UNDERGROUND Blog's
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mercoledì, 28 settembre 2005
Caro Anonimo,
semmai dovessi ripassare da qui, questa è per te:
La sindrome della quale scrivi sul tuo blog credo abbia colpito tutti, qualcuno non n’è mai uscito, qualcuno si crede artista, altri poeti, adesso con l’avvento dei mediablogs anche attori e cantanti, a volte sono solo ambizioni e forse vengono anche raggiunte, a volte sono solo sogni e tanto basta a nobilitarne il pensiero.
Per quanto mi riguarda ho sempre visto il blog come estensione del mondo reale, una nobile appendice che ci rendesse “pari” di fronte agli altri (non ho usato il termine “uguali” perché odio l’uguaglianza, preferisco la diversità).
Ho iniziato ad essere un blogger senza nemmeno sapere cosa fosse un blog, nel frattempo, tra varie cancellazioni e nuove iscrizioni (sono più vecchio di quanto i miei post on-line possano dimostrare), ho assistito al fallimento del blog, almeno secondo me: la nascita delle “blogstars”, per me è stato un pugno allo stomaco, vedere nascere le stelline dei blog e vedere le non stelline ambire a tale obiettivo.
Spiegata così la motivazione di una mia cancellazione (il blog topox.splinder.com infatti era mio, adesso non saprei a chi appartiene), approfitto per spiegare il perché del mio nuovo blog: voi, voi tutti ne siete il motivo, pochi, tanti, ho smesso di contarVi, e Vi invito ad eliminare ogni sorta di counters e di rilevatore di presenze, di flussi e riflussi, di statistiche e quant’altro, ognuno di noi è un IO ed in quanto tale vale più di un qualsiasi numero, anzi se qualcuno avesse mai creduto che per passare da queste parti dovesse avere dei numeri, smentisco appassionatamente.
Questo in sostanza doveva essere il mio commento al tuo post, ho sentito la necessità di pubblicarlo solo perché per appenderlo da te avrei dovuto iscrivermi a non so cosa, essere nuovamente catalogato in chissà quale database, ecc., pertanto mi corre l’obbligo di ringraziare la Signora Splinder che consente sia ad iscritti che a non iscritti di lasciare i propri pensieri, laddove il padrone di casa lascia spazio e porte aperte.
... Come in ogni prosa e prosopopea, con sentimento Underground.