Mr. UNDERGROUND Blog's
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mercoledì, 27 aprile 2005
La pratica
Il quotidiano annuncia un’altra catastrofe, il nostro quotidiano è leggermente scalfito, d’altronde è bene che la catastrofe vada a rompere i coglioni al quotidiano altrui, noi amiamo la pace. La nostra filosofia di vita si riassume in un unico pensiero schietto e maturo:
«Non rompetemi il cazzo, io voglio la pace!»
La pace però non cresce spontanea, basta guardare la fauna e la flora per rendersi conto che la pace in natura non esiste, basta guardare un nido d’aquile con i gusci appena rotti e vedere una guerra tra due pulcini per un misero brandello di carogna, non è questione di sopravvivenza visto che ce ne sarà per tutti, è solo per essere il più forte, da un’aquila non te l’aspetti, però è così.
La pace è ciò che vorremmo, il pensiero che ci accompagna nei nostri pellegrinaggi giornalieri, nelle nostre meditazioni ascetiche allorquando siamo seduti al cesso, mai pensiamo alla pace se troviamo il cesso occupato e le meditazioni sacrali le dimentichiamo al primo semaforo rosso.
Talvolta ci riuniamo in gruppi filosofeggiando pensieri e propositi pacifisti, nessuno naturalmente si esprime contro la pace, i nostri sguardi s’inebetiscono a tal punto da farci somigliare ad un Ghandi, nessuno vuole una guerra che potrebbe privarci degli agi conquistati con aspre battaglie, più abbiamo precedentemente conquistato, più vogliamo la pace, la paura di perderci qualcosa è troppa, non la pensavamo così quando eravamo allo zero assoluto, aggredire il mercato e seguire trend esatti era il nostro impegno, come se le strategie di vendita non fossero di guerra, come se battere la concorrenza a qualsiasi costo non implicasse la sconfitta di un altro che come te si stava battendo per la propria ragione, che in qualche maniera era uguale alla tua.
Il mondo è, noi siamo il Popolo del mondo, ingordo popolo che vuole un posto in prima fila fottendosene se dietro vedono male, non siamo neppure disposti a togliere il cappello piumato per dare maggiore visuale alle seconde o terze file, dobbiamo a tutti costi farci notare dai potenti e riuscire a far parte di loro, sono i nostri miti e vogliamo raggiungerli, cascasse una pannocchia dal cielo, un orologio dal polsino od un’antenna dal tetto.
La pace non si sventola, si coltiva, la non violenza è l’unico concime che potrà portare nutrimento, la filosofia lasciamola ai filosofi, ai rappresentanti sindacali, ai capi di partito ed agli intellettuali, noi proviamo a toglierci il cappello e baciare le mani a chi è meno di noi, facciamo pratica.
... Con sentimento Underground.