Mr. UNDERGROUND Blog's
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martedì, 29 marzo 2005
Quando meno te l'aspetti
11/12/2002 ORE 04.00
Tutto è passato, la tua vecchia vita piena di auto in corsa, zibibbo e cani volanti è meno d’una cartolina sbiadita, i rischi adesso sono quasi nulli e quei pochi rimasti sono oltremodo calcolati, posteggi sempre allo stesso posto, gli orari di lavoro sono spesso uguali, fai l’amore una volta la settimana, soprattutto nei prefestivi, invidioso di chi esce anche la notte di un lunedì qualunque e tromba anche tre volte la settimana ed anche per tre volte consecutive in un solo giorno. Sereno la sera t’apposti in morbide poltrone calzando comode ciabatte ed i termosifoni sono al massimo, mentre fuori fa un freddo gatto, non rimpiangi nulla, a parte il tredici di quella schedina non giocata per mancanza di fondi, nessuno rimpiange la tua presenza nei luoghi notturni di culto e di bravura.
È martedì, l’ultima analisi al tuo sangue non sono state molto soddisfacenti, ma non troppo da impedirti tre o quattro bicchieri di Porto, regalo d’un amico sincero. I biscottini ricoperti di semini di sesamo si accoppiano bene al dolce vino portoghese, come in una catena di montaggio inzuppi, mastichi con lingua e palato ed ingoi, senza contarne quanti ne sapere il quando, ore 01.00 è mercoledì, vai a letto sperando di dormire. Normalissima notte di pensieri bui e speranze d’affidare al sogno, Morfeo ti culla e nemmeno t’accorgi di non essere sveglio, tanto da non sentire il silenzio, il silenzio invece è nella tua camera, interrotto soltanto dal tuo respiro e dal fruscio di lenzuola e coperte agitate da una moglie nervosa anche nel sonno, ma non puoi sapere del silenzio della tua camera, dormi. Ad un tratto i tuoi polmoni smettono di succhiare aria per dedicarsi a quel sordido rigurgito di Porto e biscotti ed è lampante che anche i polmoni preferiscono vino e dolcetti alla solita aria stantia di casa tua, ma se l’intruglio sceso in pancia porta ebbrezza, nei polmoni insinua la morte, il respiro si ferma e tu continui a dormire, mancherebbero solo poche decine di secondi ad una morte stupida in una stupida notte di dicembre, ma ti trovi dritto a piedi nudi sul pavimento gelato, non respiri, ti porti le mani alla gola senza sapere che cazzo fare con le mani e la gola, ti svegli cosciente di non respirare, sapendo che se continui a non respirare non potrai ancora durare a lungo, sai che non stai morendo solo perché ti hanno sempre detto che se la tua ora scocca in uno stato di coscienza rivedrai la tua vita passata come in un flash back, ma tu sei cosciente e non vedi un cazzo, vuoi solo respirare e se non fosse stato per quel tremendo e convulso colpo di tosse, non saresti qui a raccontarla.
...Con sentimento Underground.